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Helios Technology S.p.A.
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COM’È FATTO UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO CONNESSO A RETE
I generatori di energia dell’impianto sono i moduli fotovoltaici, i quali ospitano al loro interno le celle fotovoltaiche, oggi prodotte prevalentemente in silicio monocristallino o policristallino. Sono proprio queste celle che, collegate in serie tra di loro, trasformano l'energia solare incidente in energia elettrica. La corrente continua prodotta dalle celle deve essere convertita in corrente alternata con una frequenza di 50 hertz, perfettamente sincronizzata con il segnale di corrente che scorre nell’impianto elettrico della luce. Tale conversione di energia è eseguita quindi dall’inverter o convertitore, costruito inoltre per essere protetto da disturbi o anomalie della rete.
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Per consentire la misurazione dell’energia elettrica prodotta, nell’impianto connesso a rete (grid connected) sono presenti dei contatori così riassumibili:
- Un contatore immediatamente a valle dell’inverter, che come da decreto, consente al GSE (gestore dei Servizi Elettrici) di erogare le tariffe incentivanti su tutti i kWh di energia prodotti dall’impianto, con tariffe variabili secondo la taglia dell’impianto ed il grado di integrazione architettonica dei moduli installati;
- Un contatore bidirezionale o un doppio contatore nel punto di consegna del gestore della rete che hanno la funzione di contabilizzare il valore dell’energia scambiata (impianto in regime di scambio) o venduta in eccesso (impianto in regime di vendita).
Tutti i componenti sopra descritti (moduli, inverter, contatori) sono collegati tra di loro mediante opportuni cavi, interruttori, quadri elettrici ecc. Un eventuale sistema di monitoraggio consente all’utente di essere informato sul funzionamento dell’impianto e sui dati storici di produzione.
I moduli fotovoltaici, generalmente posizionati su tetti piani o inclinati di edifici e capannoni, per essere installati hanno bisogno di adeguate e robuste strutture di supporto. Negli impianti a terra invece, i moduli possono essere installati utilizzando sia strutture di supporto fisse che inseguitori solari o trackers, ovvero apparecchiature che seguono il percorso celeste del sole e quindi consentono all’impianto di produrre più energia in media annua.
Per quanto riguarda gli ingombri, i moduli fotovoltaici installati su un tetto inclinato o in facciata occupano un’area di circa 8m2/kWp. Moduli fotovoltaici installati invece a terra o su superficie piana occupano, evitando gli ombreggiamenti tra le file di moduli, un’area di circa 20m2/kWp.
Come precedentemente accennato, per gli impianti realizzati in edifici preesistenti è importante, sia ai fini estetici che dell’ottenimento di più elevati incentivi economici statali, installare i moduli con adeguato grado di integrazione architettonica. Si tratta di dare la dovuta importanza anche all'impatto visivo della realizzazione, tale da non recare disturbo o turpe al paesaggio circostante. Migliore è il livello di integrazione, maggiori saranno gli incentivi statali previsti. |
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